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3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta

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Giornata Mondiale della Bicicletta 2026

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”, adottando una risoluzione il 12 aprile 2018, durante la 72ª sessione ordinaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York City.

La risoluzione è stata adottata con il voto favorevole di tutti i 193 stati membri. La dichiarazione invita tutti gli Stati membri e le parti interessate a celebrare e promuovere la consapevolezza della Giornata mondiale della bicicletta, incoraggiando gli Stati membri a dedicare particolare attenzione alla bicicletta nelle strategie trasversali di sviluppo e ad includere la bicicletta nelle politiche e nei programmi di sviluppo internazionale, regionale, nazionale e subnazionale.

La bozza di risoluzione, poi approvata, è stata presentata dall’ambasciatore, Aksoltan Ataeva, rappresentante permanente del Turkmenistan presso le Nazioni Unite, con l’appoggio di 56 paesi.

La World Cycling Alliance (WCA) e la European Cyclists’ Federation (ECF) hanno accolto favorevolmente la risoluzione adottata dall’ONU, frutto di una lunga campagna portata avanti dalle due associazioni fin dal 2016 e che fa seguito alla consegna, da parte di WCA ed ECF di un documento all’ONU nel 2015 in cui è dimostrato che la ciclabilità influisce direttamente su almeno 11 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, intitolato “Cycling Delivery on the Global Goals!”.

Da noi passa inosservata.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha in prima pagina i dati sulle auto vendute a maggio. Il Ministero dell’Ambiente, che negli anni scorsi aveva almeno la decenza di citare questa ricorrenza, oggi non ha nulla. La Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila: inutile anche solo chiedersi.

Le celebrazioni simboliche servono solo a stimolare il dibattito, a parlarne, lo sappiamo. Ma l’assenza totale di attenzione ha un significato preciso: la mobilità ciclistica non è una priorità.

A ricordarcelo c’è un dato concreto. Nel 2022 il Governo ha varato il Piano Generale della Mobilità Ciclistica, che prevedeva la redazione dei Piani Regionali entro un anno. Sono passati quattro anni. L’Abruzzo non ha ancora approvato il suo Piano Regionale. Il cicloturismo — un settore in forte crescita, con numeri che le stesse istituzioni citano quando fa comodo — continua a essere gestito senza una cornice programmatica.

Sulla mobilità ciclistica urbana a L’Aquila preferisco, per oggi, non aggiungere altro.