C’è un numero che racconta una rivoluzione silenziosa.
Nei Paesi Bassi, nel 2023, la bici elettrica è usata dal 36% dei ciclisti: circa 4,7 milioni di persone. Non una nicchia, non una moda per appassionati, ma una quota che ha cambiato il volto stesso del pedalare olandese.
In Italia il quadro è tutt’altro, e basta scendere alla scala di una città per vederlo. A L’Aquila, dal 2020 al 2025, il Comune ha erogato oltre 1,25 milioni di euro di contributi per l’acquisto di biciclette a pedalata assistita: più di 2.500 cittadini saliti su una e-bike grazie all’incentivo. Solo nel 2025 i beneficiari sono stati 162, per 77.400 euro. Per una città di queste dimensioni non è affatto poco.
La domanda vera non è quanta strada ci separa dall’Olanda, ma quale strada stiamo prendendo. Perché la e-bike può fare due cose molto diverse. Può allargare la platea, portare in sella chi non pedalava, chi aveva mollato, chi davanti a una salita rinunciava. Oppure può limitarsi a sostituire la fatica di chi già pedalava, senza aggiungere nessuno alla conta.
I dati olandesi raccontano una storia che è anche un avvertimento: quando la e-bike diventa maggioranza, sostituisce la bici tradizionale più spesso di quanto rubi spazio all’auto. Quei 2.500 aquilani sono all’inizio di una curva, e questo è il bello. Possiamo ancora scegliere che diffusione costruire, invece di scoprirla a cose fatte.
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Il “solo” nella frase “Solo nel 2025 i beneficiari sono stati 162” e’ al posto errato. Dovrebbe essere: “Nel 2025 i beneficiari sono stati SOLO 162” confronto la media 2020-25 di piu’ di 400.