Giancarlo Odoardi, di Pescara, EPMC Esperto Promotore della Mobilità Ciclistica, cicloattivista FIAB, mi ha gentilmente concesso di replicare questo suo articolo sul significato socio-economico, e non solo, dell’uso della bicicletta. Potrai trovare questo ed altri suoi articoli sul suo sito web Ri-media.net
PESCARA – Anche nel 2025 ho fatto in città più di 5.000 km in bici (è come se avessi percorso tutta l’Italia sue e giù per più di 4 volte, oppure essere andato a Helsinki e tornato). Ma non è la distanza la cosa che conta e adesso vi spiego perché.
Intanto un risparmio netto di carburante: ho una Fiat Multipla a metano (capirete quasi sempre ferma), che per fare la stessa distanza avrebbe bisogno di oltre 400 kg di carburante (il metano si misura in kg) per poco oltre 600,00 € di spesa (il costo di bollo e assicurazione con il resto). Inoltre: al netto di quella mia di base, ho evitato la produzione di poco oltre 1 tonnellata di CO2 (più PM10 e inquinanti vari), oltre che rumore e ingombro.
Sembra poca roba, ma … se moltiplicassimo il tutto ad esempio per 1.000 persone, cosa potrebbe accadere?
I km percorsi sarebbero intanto 5 milioni e le tonnellate di CO2 non emesse oltre 1.000. Per arrivare a 5 mila km/anno bisogna fare circa 15 km al giorno. Con uno spostamento urbano medio in auto di circa 4-5 km (lo dicono le statistiche), sarebbero tre spostamenti evitati al giorno, per un totale di 3.000 spostamenti al dì. Quindi 1.000 utenti che si spostano in bici percorrendo circa 15 km al giorno fanno 5 milioni di spostamento in auto all’anno in meno, che vanno quindi sottratti al traffico urbano motorizzato.
Questo significa meno congestione e meno domanda di sosta (per auto, si intende, ma una maggiore per le bici): se una parte consistente di questi viaggi è casa–lavoro, vuol dire centinaia di posti auto in meno occupati ogni giorno in prossimità di uffici, scuole, servizi. Poi meno rumore e meno emissioni locali (NOx, PM), con benefici diretti su qualità dell’aria e comfort acustico nei quartieri attraversati, con effetti urbanistici e di vivibilità.
In altre parole, 1.000 persone in sella possono significare: ridisegno della sezione stradale, con corsie auto ridotte o ristrette, più corsie ciclabili protette e attraversamenti ciclabili sicuri, moderazione della velocità (30 km/h diffusi), ripensamento della sosta, con conversione di parte degli stalli auto in stalli bici diffusi di qualità, rastrelliere sicure, anche per cargo-bike, liberazione di margini stradali per alberature, marciapiedi più larghi, arredo urbano. Rigenerazione degli spazi, quindi: più aree pedonali e “zone 30”, possibilità di inserire micro-spazi verdi, parklet, dehors, aree di socialità dove prima c’era solo parcheggio, magari in curva e in doppia fila.
E poi: migliora il sistema di trasporto nel suo insieme, poiché alleggerendo la pressione auto si rende più efficiente il TPL (bus meno intrappolati nel traffico), diventa più semplice introdurre corridoi ciclabili di livello metropolitano e misure ”push” (ZTL, tariffazione della sosta, ecc.) perché c’è una significativa base sociale che pedala e che viene soprattutto percepita.
Se in città un’auto privata percorre mediamente 8.000–10.000 km/anno, è come togliere dalla strada 500 auto che, insieme a milioni di spostamenti anno, specie quelli sistematici, potrebbero far calare sensibilmente l’intensità del traffico, e in alcune fasce orarie anche di una percentuale a doppia cifra. Di converso ne guadagnerebbero la fluidità e la velocità commerciale del trasporto pubblico locale e la sicurezza stradale in generale.
Ma non finisce qui. Più di 600,00 € di carburante risparmiati a testa moltiplicati per 1.000 fanno ben oltre mezzo milione di € non spesi (forse anche 1 milione, considerando il costo di altri carburanti): denaro che rimarrebbe all’economia locale per commercio, servizi e… manutenzione bici.
Vogliamo parlare della riduzione dei costi sociali dell’incidentalità? Ogni km percorso in auto ne genera diversi e per varie ragioni: mortalità, feriti, congestione, rumore. I valori europei medi sono di 0,10–0,15 €/km (European Commission, DG MOVE – Handbook on the external costs of transport – Ultime edizioni: 2014, 2019, aggiornamenti 2022). Applicando questo coefficiente ai 5 milioni di km evitati si hanno 600.000,00 €/anno di costi sociali evitati.
Ma ce n’è anche per la salute: una città con 1.000 persone che pedalano per 5.000 km/anno produce l’equivalente di 3.000–5.000 giornate di attività fisica intensa, con una riduzione delle patologie cardiometaboliche e un risparmio di spese sanitarie stimabili in 200,00–350,00 €/persona/anno (valori OMS – MET: Metabolic Equivalent of Task).
Ho lasciato in ultimo gli indicatori urbanistici e di vivibilità. Un’auto richiede 12,5 m² per uno stallo su strada, ma più realmente 25–30 m², considerando le corsie di manovra (le auto non arrivano dal cielo). Se consideriamo 500 auto-equivalenti eliminate, si hanno 6.250 m² di stalli equivalenti liberati (superficie netta), oppure 12.500–15.000 m² di spazio pubblico restituito potenzialmente a: marciapiedi, alberi, piste ciclabili, microparchi, dehors, fermate TPL qualificate.
In altre parole: 1.000 persone che non usano l’auto per 5.000 km/anno determinano una riduzione di 2.000–3.000 accessi giornalieri alle zone di sosta, un calo della domanda di parcheggio di almeno 5–8% e anche oltre in fasce critiche, un aumento della rotazione degli stalli e, cosa che non guasta mai, una maggiore attrattività per il commercio locale (soprattutto grazie a coloro che usano la bici). Quindi: strade più calme, meno congestione percepita, più interazioni pedonali e ciclabili, maggior sicurezza stradale.
In sintesi: se 1.000 cittadini percorressero 5.000 km/anno in bicicletta anziché in auto, la città ridurrebbe oltre 1.000 tonnellate di CO₂ l’anno, eliminerebbe l’equivalente di 500 auto dal traffico quotidiano favorendo il TPL, restituirebbe 15.000 m² di spazio pubblico, risparmierebbe oltre 1,4 milioni di euro/anno tra costi sociali, sanitari e carburante, e migliorerebbe la qualità della vita con meno rumore, meno congestione e più aria pulita.” Tutto questo a costo ZERO.
Cos’altro dire? Provate a moltiplicare per 5 mila o 10 mila, e oltre, e fatevi i conti.
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