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La Filovia di Pescara non si può realizzare

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La vicenda della cosiddetta strada parco di Pescara è ormai ultratrentennale. L’ultimo episodio in termini cronologici è stato la sentenza del Consiglio di Stato che è arrivato lo scorso 25 agosto 2023 ed è stato letteralmente stupefacente perché ha “visto” dei binari che non ci sono. Pubblico una nota di Ivano Angiolelli, vero esperto della tematica come probabilmente non lo è nessuno (ma nessuno davvero, più o meno coscientemente), Presidente del Comitato Strada Parco Bene Comune di Pescara. Egli è stato capace di arrivare al Consiglio di Stato con fondatissime motivazioni che sicuramente farà valere ancora insieme a tutto il movimento popolare intorno a lui. Riporto qui la nota di Angiolelli che illustra, per l’ennesima volta, i principali motivi per cui sarà impossibile realizzare l’opera.
A questo link la sentenza

L’OPERA A REALIZZAZIONE FORZOSA
Il Centro – Quotidiano d’Abruzzo rilancia stamani sull’estensione del percorso filoviario con l’assessore Luigi Albore Mascia, il quale sostiene lievemente: «Il lavoro che ci attende non è solo quello di creare le condizioni per la messa in esercizio della filovia anche sino al palazzo di giustizia – mediante il pieno utilizzo del percorso strategico di via Marconi – ma anche quello di intensificare la collaborazione con il ministero delle Infrastrutture per l’approvazione del secondo e terzo lotto del Brt: il progetto da 61 milioni, già depositato da tempo (il 15 gennaio 2021 ndr) ai vertici di quel dicastero, consentirà di raggiungere in pochi anni l’obiettivo di congiungere al tracciato esistente anche i comuni di Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino». Ma anche il comune di Silvi in direzione nord potrebbe essere collegato agevolmente con un tratto di penna sulla carta entro un tempo ragionevole, “senza i pali e la rete elettrica”.


Quando si argomenta di Filovia, chissà perché, si determina una sorta di obnubilamento collettivo condizionato dalla frenesia di completare “a tutti i costi” l’opera farlocca. Trascurando con colpa grave di considerare i punti irrisolti, macroscopicamente critici, che seguono:

  1. Il tram su gomma Van Hool Exqui.City18T è un filobus convenzionale a guida manuale libera senza il doppio “binario” immaginato sulla Strada parco a causa e per effetto di un “abbaglio dei sensi”. È paradossale che il Consiglio di Stato abbia prestato fede alle fantasie sul “Tram-look” dello Studio accreditato “Giliberti” e sottostimato le immagini lapalissiane della Strada parco (senza binari) allegate alle memorie difensive del Comitato;
  2. Le batterie in dotazione ai vettori dispongono – su dichiarazione ufficiale del costruttore VanHool-Kiepe Electric, confermata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – di un’autonomia di marcia ordinaria di 4km scarsi, insufficiente a compiere il percorso di 4,8Km che separa il Tribunale in Via Antonio Lo Feudo da Piazza Martiri Pennesi. A riprova di ciò, il prolungamento del Metromare a Rimini-Fiera di 4,2Km, sarà interamente elettrificato. Perché mai? Una condizione tecnica di tale rilevanza sfugge a tutti gli addetti ai lavori, nessuno escluso, i quali insistono nel fantasticare su un’autonomia di marcia di 18Km teorici. Chi sarà, allora, il sindaco capace di elettrificare Corso Vittorio Emanuele e Viale Marconi nel caos, priva di collaudo (e sub judice) dopo tre anni vanamente decorsi dall’inizio dei lavori che risale al 6 agosto 2020?;
  3. Il treno Van Hool Exqui.City18T sconta a Rimini un costo di produzione di 12 euro/Km. Per coprire i 750mila km annui stimati da TUA SpA per il primo lotto della Filovia, occorrerebbero nel confronto comparativo all’incirca 9 milioni di euro l’anno. Al contributo regionale di 3,4 milioni, sempre la stazione appaltante stima un ricavo di 1euro/Km, corrispondente a 750mila euro rivenienti dai titoli di viaggio piazzati a un’utenza di circa 350mila passeggeri l’anno. Chi coprirebbe il margine scoperto di 4,85 milioni di euro l’anno? È evidente come Il dato effettivo dei passeggeri paganti sia ben distante dai “500mila pendolari al giorno” vantati ad arte dal disinvolto direttore Maximilian Di Pasquale;
  4. Il quale, non risponde al Comitato che lo ha invitato formalmente ad accertare le ragioni che impediscono a Rimini il regolare esercizio dei filobus. Da più di un anno il Metromare impiega in prevalenza autobus a gasolio, a causa dei frequenti guasti tecnici che interessano i filobus elettrici d’Oltralpe. Su una flotta di 9 vettori, ne circolano mediamente soltanto due posto che gli altri sette siano a rotazione fermi in officina. E su due vettori si è dovuto finanche procedere alla sostituzione integrale del pacco batterie al titanato di litio dopo un solo anno di esercizio. È proprio sicuro il sindaco Masci che sia stato fatto un buon affare con i vettori innovativi e confortevoli a bordo dei quali lo studente di Montesilvano potrà persino lavorare al computer, visti i tempi lunghissimi di percorrenza che lo attendono?;
  5. Senza considerare la festosità di una sentenza incredibile del Consiglio di Stato che, mentre vede dappertutto binari di “pura fantasia”, trascura una delle numerose domande fondamentali che avrebbe dovuto porsi: chi pagherà la Filovia nel suo insostenibile bisogno economico manutentivo senza fondo?;
  6. Come si pensa di catturare dalla strada una sola auto privata (delle 40mila che ogni giorno entrano dalla direttrice nord) in assenza dell’indispensabile parcheggio scambiatore?;
  7. Come potrà migliorare la qualità dell’aria un jumbo-filobus sovradimensionato nella struttura ridondante per le corsie ridotte e malconce della Strada parco? Interessata dalla presenza di 25 intersezioni a raso tutte dotate di semafori intelligenti che rallenteranno giocoforza in modo espressivo la circolazione bidirezionale mare-monti. Mistero della fede;
  8. I semafori aggiuntivi che il CdS pretende che si applichino davanti a ciascun accesso pedonale non basteranno a garantire la sicurezza della circolazione. Per impedire gli attraversamenti pedonali, sarà necessario applicare delle barriere fisiche di protezione anche sullo striminzito marciapiede lato mare dove le barriere architettoniche mai rimosse impediranno ai disabili la fruizione di un servizio di trasporto pubblico essenziale. Inaccettabile a terzo millennio ben avviato. Chi sarà il sindaco ben disposto a osare tanto?;
  9. L’ipotizzata riduzione della velocità di marcia su quel fronte, finirebbe per compromettere la velocità commerciale del servizio (che la legge 211/92 fissa a non meno di 21 km/h), con pregiudizio per la stessa attualità del finanziamento. Figuriamoci, poi, per lo stanziamento integrativo di 61 milioni di euro di cui ai lotti 2 e 3, già esclusi dal Ministero dalla graduatoria di merito dei benefici finanziari Cipess per l’insussistenza dei dati trasportistici non in linea con quelli tipici dei sistemi TRM;
  10. Nel cronoprogramma annunciato alla stampa locale dal Presidente TUA Gabriele De Angelis, manca il riferimento ai tempi lunghi richiesti dai collaudi ANSFISA. Che a RImini sono durati sei mesi, diventati nove ad Avellino, mentre a Bologna hanno comportato nel 2011 la bocciatura del sistema “Civis” a guida ottica Matra-Siemens. La medesima qualità vantata ad arte a Pescara onde ingannare un Consiglio di Stato poco avvezzo ai “tecnicismi”. Per la Filovia di Pescara, vista l’urgenza miracolistica, i collaudi saranno mica esentati?

Il sindaco di Pescara Carlo Masci, il quale si diletta a definire “professori senza titolo” i dirigenti responsabili del Comitato, è pregato vivamente di fornire puntuali riferimenti su ciascuno dei punti critici sopra citati. Grazie

Questa nota si può leggere anche sulla pagina Facebook del Strada Parco Forever, social del Comitato Strada Parco Forever

Questa è la sentenza del Consiglio di Stato pubblicata il 25/08/2023 N. 07952/2023REG.PROV.COLL.
N. 01694/2023 REG.RIC.